Le province di Novara e Verbano Cusio Ossola e la sfida digitale: indagine e dati

Le province di Novara e Verbano Cusio Ossola e la sfida digitale: indagine e dati

16 Marzo 2022 Off Di Redazione
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Il Centro studi del Piemonte Nord, in collaborazione con la società di ricerca EconLab Research Network, ha promosso un’indagine qualitativa presso le imprese terziarie del territorio.

Lo scopo è quello di verificarne il livello attuale di digitalizzazione e le eventuali criticità o fabbisogni emersi in relazione all’utilizzo degli strumenti digitali, anche a fronte dei cambiamenti che la recente pandemia ha prodotto sul mercato.

L’avvento del Covid-19 e le conseguenti misure di contenimento adottate dal Governo nel corso degli ultimi due anni hanno inevitabilmente accelerato il processo di digitalizzazione delle imprese. Ma è stato così per tutti i settori del terziario?

Quante aziende hanno saputo (o potuto) affrontare in tempi celeri le trasformazioni di un mercato in continua evoluzione e sempre più improntato ai rapporti a distanza, attraverso l’implementazione di nuovi strumenti digitali o il potenziamento di quelli già sperimentati in precedenza?

A queste e ad altre domande cerca di rispondere il questionario somministrato tra i mesi di novembre 2021 e gennaio 2022 alle imprese associate agli Enti Bilaterali del terziario delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, nel tentativo di capire “a che punto di tale processo si trovino le realtà imprenditoriali locali” e “come intendano affrontare le sfide future”.

I dati elaborati si riferiscono ad un campione complessivo di 170 rispondenti, il 37,1% dei quali afferenti all’area dell’Alto Piemonte.

Le province di Novara e Verbano Cusio Ossola

Nelle province dell’Alto Piemonte, si riscontra un atteggiamento di apertura verso l’introduzione di nuove tecnologie digitali in azienda nella maggior parte dei casi (69,8%): il 28,6% degli imprenditori si ritiene “sempre aggiornato, attento e pronto alla loro sperimentazione e adozione”, mentre il 41,3% si definisce più cauto, “integrandole solo una volta certo che si rivelino adatte alla risoluzione di specifiche esigenze aziendali”.

Nel complesso, si parla di attività che però, in una scala da 1 a 10, collocano il proprio attuale livello medio di digitalizzazione (5.2) appena al di sotto della sufficienza.

Più della metà del campione sfrutta le potenzialità della fibra ottica (50,8% la percentuale più elevata tra le province del Piemonte Nord) o del collegamento satellitare (11,1%), ma una buona parte di esso utilizza ancora una linea ADSL (36,5%). Il 3,2% delle aziende intervistate non ha Internet.

Il 98,4% del terziario utilizza almeno uno strumento digitale, tra quelli proposti all’interno del questionario somministrato. Si tratta, tuttavia, di un uso piuttosto “basilare”, rispetto alle nuove opportunità offerte dal mercato.

Tra i più frequenti, riscontrati in almeno la metà degli intervistati: “Accessi wireless (senza fili) alla rete Internet” (87,3%); “Portatili, tablet, smartphone o smartTV” (74,6%); “Social Media” come Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, YouTube (60,3%); “Siti web aziendali” (58,7%).

Risulta ancora bassa la percentuale di esercizi che usufruiscono di “Canali di vendita online” (15,9% per i sistemi di prenotazione, 14,3% per l’e-commerce e 7,9% per i marketplace) e il 41,3% non ha ancora un “Sito Internet”.

Meno della metà del personale dipendente (42,1%) ha mansioni che prevedono prevalentemente l’uso di strumenti digitali e il fatturato collegabile al loro utilizzo raggiunge in media il 23,8% del totale annuo. Nel complesso delle attività presenti in azienda, il 54,6% del campione gestisce i processi organizzativi “prevalentemente” (40,2%) o “interamente” (14,4%) in modo digitale.

Tuttavia, esiste ancora una rilevante quota tra gli intervistati che dichiara di “non utilizzare prevalentemente il digitale” nello svolgimento delle varie mansioni (45,4%). Tra gli ambiti aziendali meno digitalizzati, ovvero gestiti in modo più tradizionale, rientrano i “Processi decisionali” (70,9%), la “Logistica” (67,6%) e la “Assistenza postvendita” (63,2%).

Più della metà del campione (55,6%) afferma che “il periodo di pandemia ha favorito la digitalizzazione” totale (1,6%) o parziale (54,0%) della propria azienda.

Per il 36,5% si è trattato di un “potenziamento di strumenti già in uso”, mentre il 17,5% ha dovuto “implementarne di nuovi” rispetto a quelli precedentemente utilizzati; in questi casi, il processo di digitalizzazione avviato ha facilitato l’adozione di nuove strategie, in primo luogo comunicative (96,8%) e di vendita (88,9%). Ben il 44,4% degli esercizi asserisce di “non aver aumentato i propri standard digitali”, ma la maggior parte (31,7%) “utilizzava già ad un buon livello gli strumenti necessari” e sufficienti per l’attività.

Ad oggi, il 55,6% delle imprese terziarie intervistate ritiene “sufficienti gli interventi finora realizzati e il livello di digitalizzazione raggiunto (5.2)”, rispetto a quelle che sono le nuove richieste del mercato. Esiste, tuttavia, un 44,4% del campione che non si sente ancora del tutto adeguato e “necessiterebbe di ulteriori investimenti in tal senso”.

La maggior parte delle attività (63,5%) ritiene di aver bisogno di servizi specifici di supporto alla digitalizzazione, per avviarne o incrementarne il processo. Tra quelli più quotati, rientrano: il “Supporto alle attività commerciali e di marketing online” (47,5%); la “Assistenza tecnica e consulenza sull’utilizzo degli strumenti digitali” (42,5%); la “Formazione del personale in ambito digitale” (42,5%).

Ben il 73,0% del campione ha riscontrato (o prevede di farlo) alcune “criticità nell’utilizzo degli strumenti digitali”, in particolar modo per quel che concerne la “Carenza di risorse interne da poter destinare all’incarico” (30,4%), la “Mancanza di contatto diretto con il cliente” (23,9%) e la “Difficoltà di utilizzo dei software per la gestione delle piattaforme” (23,9%).

Al fine di superare tali criticità, il 71,4% delle imprese riterrebbe utile far partecipare il personale dipendente a dei corsi di formazione, per migliorare l’approccio al digitale della propria azienda, in particolare su: “Utilizzo di software per la gestione delle piattaforme” (51,1%); “Canali di vendita online (44,4%); “Marketing e comunicazione online” (42,2%).

Il 26,7% chiede ancora formazione sull’utilizzo di strumenti informatici di base.

A fronte di tali necessità, solo il 42,9% delle imprese intervistate ha fissato degli obiettivi di digitalizzazione da realizzare entro i prossimi 6 mesi di attività.

Sono principalmente due gli obiettivi trasversali, legati al processo di digitalizzazione imprenditoriale, che le aziende terziarie si prefiggono di raggiungere nel corso del prossimo semestre: “Migliorare il proprio modello di business” (59,3%) – snellire i processi, migliorare l’utilizzo delle risorse, offrire nuovi servizi; “Migliorare il livello di condivisione delle informazioni” (40,7%) – tra il personale interno e verso l’esterno dell’impresa (fornitori e clienti).

 

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