LAGO D’ORTA “ELETTRICO”: “DECINE DI TELEFONATE DA TURISTI E CITTADINI PREOCCUPATI PER I DIVIETI, UNA PROPOSTA CAOTICA E OGGI IRREALIZZABILE”

LAGO D’ORTA “ELETTRICO”: “DECINE DI TELEFONATE DA TURISTI E CITTADINI PREOCCUPATI PER I DIVIETI, UNA PROPOSTA CAOTICA E OGGI IRREALIZZABILE”

30 Dicembre 2020 Off Di Redazione
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ORTA SAN GIULIO – “Invito il sindaco di Orta a vietare l’uso delle automobili non elettriche su tutto il territorio comunale. Da subito.

Se è convinto, dia il buon esempio, perché è esattamente quanto chiede di fare sul lago. Non lo farà perché è impossibile, perché sarebbe il caos e il turismo – oltrechè il vivere quotidiano – avrebbe contraccolpi drammatici. Lo stesso per l’ipotesi di vietare i motoscafi con i motori convenzionali sul lago”.

A parlare è Oreste Primatesta, presidente dell’Unione Turistica Lago d’Orta che, di fronte alle nuove dichiarazioni del primo cittadino di Orta circa il progetto di rendere totalmente elettrica la navigazione sul lago, prende le difese degli operatori del settore, dagli alberghi alle imprese di trasporto, a quelle dei rimessaggi delle barche.

“Li ho sentiti anche nelle ultime ore; molti sono stati sommersi da decine di telefonate di utenti preoccupati per una vicenda che ha del surreale. Dopo la proposta estemporanea della Regione, serviva fare quadrato e invece, si è creato ancor più caos su una proposta che non sta in piedi: divieti simili, potranno esserci nel lungo periodo, diciamo tra una ventina d’anni, quando la tecnologia elettrica sarà alla portata di tutte le tasche.

Non tutti possono permettersi barche o battelli il cui costo sarebbe circa il doppio rispetto a una motorizzazione classica: il Lago d’Orta è un ecosistema perfetto, che ha saputo trovare un equilibrio dopo decenni in cui è stata l’industria ad avvelenarlo.

Dopo il liming è tornata la vita e oggi è uno degli specchi d’acqua più puliti d’Italia, utilizzato con rispetto dai turisti, anche in motoscafo. Un equilibrio che non è affatto in pericolo”.

Se mai, dice Primatesta, “occorrerebbe maggior sensibilità verso chi vive il lago in barca: nella stessa Orta, ad esempio, mancano indicazioni per i punti d’attracco pubblici e i turisti che vi approdano sono disorientati.

Lo stesso vale per l’isola, dove è molto difficile attraccare per l’assenza di un punto attrezzato. Le priorità sono ben altre, anche dal punto di vista delle politiche green: ad esempio, chi arriva oggi a Orta è accolto dallo scheletro di cemento dell’ex H2Hotel, non proprio un bel biglietto da visita”.

Per il presidente dell’Unione Turistica, si tratta “dell’ennesimo schiaffo in faccia a un turismo che sta vivendo un anno drammatico. Abbiamo bisogno di riposizionarci sui mercati internazionali, rendendo appetibile il territorio anche con l’offerta della possibilità di goderlo in motoscafo.

Riconvertire tutto in elettrico è impossibile: lo è per chi vive del noleggio delle imbarcazioni, lo è per chi coadiuva l’attività sportiva dello sci nautico, lo è – ovviamente – per quanti svolgono il trasporto pubblico.

Chi pagherebbe per intero i nuovi motoscafi e i nuovi motori? Chi per le colonnine di ricarica?

Oltretutto, questa tecnologia ad oggi è di fatto inapplicabile per il trasporto pubblico su grandi dimensioni, il che significherebbe la fine dei collegamenti di linea a beneficio oltrechè del turismo, dell’intera collettività: non stiamo parlando del laghetto dei pesci rossi, ma di un bacino idrico che si estende su decine di chilometri di costiera, ove insiste il territorio di due province che ricomprende otto comuni, senza contare quelli che affacciano a mezza costa”.

Il Lago d’Orta – e tantomeno l’Unione Turistica – “non sono affatto contrari a una svolta green che anzi, può e deve essere il volano di nuove forme di turismo” precisa Primatesta.

“Ne siamo anzi promotori, ma in maniera ponderata e riteniamo, intelligente: ad esempio, con il recupero degli itinerari da percorrere in bici o a piedi o attraverso la nostra azione propositiva che intende spronare le amministrazioni pubbliche a voler realizzare un “anello ciclabile” intorno al Lago d’Orta, collegandolo con il Verbano.

Sostenere un Cusio “green” significa innanzitutto, non coprirsi gli occhi di fronte all’annoso problema del transito dei mezzi pesanti sulle strade lacuali delle nostre riviere, creando una “mobilità dolce” sia sull’asse viario della 229 che sulla sponda occidentale, ad esempio vietando il traffico pesante sulla Gozzano-San Maurizio (la strada “dei muraglioni”) e aprendo nel contempo una bretella nella zona industriale, peraltro già tracciata”.

COMUNICATO STAMPA

Unione Turistica Lago d’Orta

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