Carenza dei medici di famiglia sul territorio provinciale

Carenza dei medici di famiglia sul territorio provinciale

7 Aprile 2022 Off Di Redazione
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A seguito della convocazione del Presidente e Sindaco di Novara Alessandro Canelli, si è svolta presso la sede dell’Asl, la rappresentanza della Conferenza dei Sindaci dell’Asl di Novara in cui sono state valutate le relazioni degli obiettivi delle Direzioni Generali dell’Asl e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara.

La Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci ha espresso parere favorevole sulle relazioni presentate dal Direttore Generale dell’Asl Novara dott. Angelo Penna e dal Direttore dell’AOU Maggiore della Carità di Novara dott. Gianfranco Zulian.

“La riunione di oggi – spiega il Presidente Canelli – è stata anche l’occasione per affrontare un problema emerso negli ultimi mesi ma che già nel periodo dell’emergenza sanitaria era affiorato: la carenza dei medici di famiglia sul territorio provinciale si sta avvertendo oggi più che mai ed è un tema su cui sono state avanzate proposte interessanti di cui abbiamo preso atto nel corso dell’assemblea”.

La Rappresentanza ha espresso parere favorevole alla proposta presentata all’Asl dai Rappresentanti dei Medici di Medicina Generale di riduzione degli ambiti territoriali.

Gli ambiti territoriali sul territorio provinciale sono attualmente dieci, di cui sei nel Distretto Area Nord, tre nel Distretto Area Sud e uno per la Città di Novara.

L’ambito territoriale rappresenta un limite per il Medico di Medicina Generale che può operare solo in un ambito.

La riduzione degli ambiti, che dovrà comunque essere approvata dalla Regione, da dieci a due, uno per il nord e uno per Novara e area sud, consentirà al Medico di famiglia di disporre di una maggiore flessibilità di assistere cittadini residenti in altri Comuni ed ovviare in questo modo alla carenza dei Medici, che in questi ultimi anni è stata particolarmente critica soprattutto nel territorio del Medio Novarese.

Tutto questo, in attesa che l’ampliamento già stato previsto nelle iscrizioni alla Facoltà di Medicina e alle Scuole di Specializzazione consentirà in futuro di avere più medici per rispondere meglio ai bisogni di salute della popolazione.

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